Vendita della Sac, Giansiracusa: “Nessun silenzio, nessuna decisione. E chi oggi attacca dimentica che…”
Sulla vendita della Sac, la società che gestisce l’aeroporto di Catania, il presidente del Libero Consorzio di Siracusa replica a Pippo Gianni. Il sindaco di Priolo aveva segnalato come preoccupante il silenzio dell’ente sulla vicenda. L’ex Provincia Regionale, infatti, detiene il 25% delle quote societarie Sac. “Il processo complessivo di privatizzazione, già deciso prima del nostro insediamento, è in una fase preliminare e, nel corso di un’assemblea dei soci tenutasi circa dieci giorni fa, è stata fornita un’informativa, senza che sia stata assunta alcuna determinazione formale. Peraltro rispetto a tale informativa il Libero Consorzio ha già avviato ogni attività di acquisizione di ulteriore documentazione. Parlare oggi di silenzio o di inerzia è quindi semplicemente strumentale”, dice Giansiracusa. “Il Libero Consorzio – aggiunge – non ha assunto alcuna decisione sulla cessione delle proprie quote nell’ambito del processo di privatizzazione della Sac. Ogni scelta sarà compiuta in modo trasparente e nelle sedi legittime”.
Parole che chiamano in causa il Consiglio del Libero Consorzio. Ma Giansiracusa apre anche ad “un percorso di confronto con tutti gli attori istituzionali e i portatori di interesse. Non esiste, né esisterà, alcuna decisione calata dall’alto”.
Il Libero Consorzio, chiarisce ancora il presidente, si esprimerà esclusivamente “rispetto alle proprie quote e nell’ambito delle proprie competenze. Non esiste alcun potere di intervento unilaterale sull’intero processo di privatizzazione, che coinvolge una pluralità di soci e livelli decisionali”.
Quanto al tema della rappresentanza del territorio siracusano negli organismi decisionali, “è reale e lo abbiamo posto con determinazione più volte, nel recentissimo passato, ma dentro una logica istituzionale e di equilibrio regionale, non come contropartita”. Insomma, non una questione di baratto con poltrone, lascia intendere.
Il richiamo alla Corte dei Conti, poi, “appare fuori luogo rispetto alla fase attuale: non siamo in presenza di un atto definitivo, ma di un percorso ancora in itinere”.
Infine, su questioni come la governance della Camera di Commercio, il ruolo e il peso complessivo degli enti pubblici coinvolti, “è evidente che la responsabilità non può essere scaricata sul livello istituzionale del nostro Libero Consorzio, riguarda l’intero sistema regionale, a partire da chi oggi lo governa”.
Poi l’affondo che pare rivolto proprio al sindaco di Priolo. “Non accettiamo richiami da chi, negli anni, ha avuto responsabilità politiche e di governo mentre i Liberi Consorzi venivano svuotati, commissariati e lasciati in una condizione di paralisi per oltre tredici anni. Oggi si invoca trasparenza e partecipazione su un processo che non è stato neppure ancora definito, ma si dimentica il silenzio assordante che ha accompagnato scelte ben più gravi che hanno indebolito strutturalmente questi enti e tutto il nostro territorio”.













