• Vicenda Open Land, nuova udienza al Cga: Legambiente chiede un nuovo ctu e l’ammissibilità querela di falso

    Al Cga di Palermo continua intano l’analisi del caso Open Land. Ieri nuova udienza, nel corso dalla quale si è discusso della richiesta di sostituzione del Consulente tecnico d’ufficio (CTU), Marcella Caradonna, e della proposta di ammissibilità della querela di falso.
    La Caradonna, presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Milano, era stata nominata dal Cga in sostituzione di Salvatore Pace, sostituzione richiesta da Legambiente per la mancanza di sufficienti garanzie di terzietà, imparzialità e professionalità. Pace è stato poi arrestato nell’ambito delle indagini sul “Sistema Siracusa”.
    Il collegio difensivo di Legambiente, composto dagli avvocati Corrado Giuliano e Nicola Giudice e dai consulenti tecnici di parte Giuseppe Ansaldi, Roberto De Benedictis e Francesco Licinii, reputa la relazione tecnica presentata dal nuovo ctu Caradonna “inadeguata, con errori evidenti nella quantificazione delle voci risarcitorie e carente nel rispondere in modo puntuale ai quesiti posti dal Cga sui punti più controversi della relazione presentata dal precedente ctu”.
    La richiesta di querela di falso riguarda, invece, le autentiche notarili apposte in calce a due documenti esibiti da Open Land nel ricorso per la richiesta di risarcimento danni.
    Durante l’udienza Mario Fiaccavento, avvocato del collegio difensivo di Open Land, sostenendo le proprie ragioni con un’apprezzata difesa, ha, tra l’altro, contestato la legittimazione di Legambiente ad agire in giudizio e ha ricordato la sentenza che ha condannato l’associazione ambientalista a pagare 18 mila euro per avere impugnato in Cassazione la sentenza con cui il Cga aveva imposto al Comune di Siracusa di risarcire Open Land. I legali di Legambiente hanno invece ribadito che l’articolo 114 del Codice del Processo Amministrativo riconosce che tutte le parti del processo amministrativo di merito possono stare in ottemperanza e che, in ogni caso, la sentenza che ha condannato Legambiente è stata sottoposta all’attenzione del Csm per “abnormità” della condanna e per l’intento “punitivo” della stessa. Il Consiglio di Giustizia Amminsitrativa, nella bufera mediatica dopo gli ultimi arresti, si è riservato al momento la decisione.

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