Scontro sui cinghiali, Caiazzo replica ad Amenta: “Non comprendo invito a fare un passo indietro”

 Scontro sui cinghiali, Caiazzo replica ad Amenta: “Non comprendo invito a fare un passo indietro”

“Non comprendo l’invito del presidente Amenta a fare un passo indietro”. Così Alessandro Caiazzo, il sindaco di Buccheri, dopo l’intervento in diretta su Fmitalia del presidente di Anci Sicilia e sindaco di Canicattini Bagni a proposito dell’emergenza cinghiali. Amenta, insieme all’Unione Valle degli Iblei, ha sollecitato la dichiarazione dello stato di emergenza regionale a proposito della proliferazione di cinghiali selvatici. Una proposta, quello stato di emergenza, che Caiazzo non condivide dal primo momento. “Da anni ho intrapreso un percorso che ha portato adesso alla ormai prossima apertura, a Buccheri, del primo CRS provinciale. Non posso fare un passo indietro sulle condivisioni avute con le istituzioni regionali e provinciali e su un percorso che ha portato il mio Comune a ridurre drasticamente il fenomeno”. Invito, quindi, rispedito al mittente. “Inviterei chi oggi parla senza contezza, a venire all’inaugurazione che a breve sarà fatta del CRS, così da rendersi conto personalmente del percorso virtuoso compiuto e di come agli slogan politici e privi di fondamento, si sia risposto con i fatti e con azioni concrete”.
Quanto poi alla dichiarazione di stato di emergenza, “confido che la stessa possa essere corredata dai dati sulla sovrappopolazione dei suidi rispetto al territorio, così da dare alla Regione gli elementi per poterne dichiarare l’attivazione su basi certe e non sui video sui social”, punge Caiazzo con riferimento, in particolare, al collega sindaco di Palazzolo, Salvatore Gallo. “Mi meraviglio profondamente della piega così superficiale che ha preso un tema così delicato ed importante, ma capisco che chi fa politica può permettersi anche questo. Ma essere Sindaco – incalza il primo cittadino di Buccheri – vuol dire anche assumersi le responsabilità delle proprie scelte e del proprio territorio; non comprendo perché i colleghi che ritengono di avere questa emergenza in atto sul proprio territorio, non abbiano ancora emanato le Ordinanze contingibili ed urgenti che sono di stretta competenza del Sindaco e che, se supportate da dati certi e reali situazioni di pericolo, sono incontestabili; non comprendo perché non abbiano richiesto l’apposizioni di trappole per la cattura selettiva ove possibile; non comprendo perché agli incontri effettuati in tutti questi anni non vi siano state contestazioni, contro deduzioni o suggerimenti utili ad arginare il problema quando ancora era agli albori. Ecco, non capisco tutto questo, ma ne prendo atto, pur consapevole di aver agito bene e di aver fatto quanto tutto in mio potere per tutelare la mia cittadinanza”.
Paolo Amenta prova allora a chiarire il senso delle sue parole. “Tutto quello che di positivo si è fatto, va mantenuto. Il passo indietro è un invito ad evitare scontri di posizione, per provare a trovare una soluzione condivisa. Potrebbe anche essere quella proposta da Caiazzo, se funzionale. Certamente – conclude Amenta – la dichiarazione dello stato di emergenza può agevolare e accelerare la soluzione del problema”.

 

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