Parco degli Iblei, l’allarme di Cna: “Ignora le esigenze produttive”
Forte preoccupazione per gli effetti della recente sentenza del Tar di Catania che impone alla Regione Siciliana un termine di 180 giorni per l’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei, con la previsione di un commissariamento in caso di inadempienza. La esprime la Cna di Siracusa, che parla attraverso le parole della presidente Rosanna Magnano. “Non siamo, e non siamo mai stati, contrari alla tutela ambientale del nostro territorio – dichiara la presidente di CNA Siracusa, – ma da anni, insieme alle altre associazioni di categoria, denunciamo che la perimetrazione proposta dalla Regione è costruita senza un reale confronto con il tessuto produttivo locale, e rischia di produrre un danno che non è solo economico, ma sociale, identitario e di prospettiva per intere comunità degli Iblei”. CNA Siracusa ricorda come, fin dal 2021, insieme alle altre associazioni datoriali abbia più volte sottolineato come l’iter di istituzione del Parco fosse stato condotto senza adeguata concertazione con i territori, i Comuni e le imprese direttamente interessate dai vincoli.
“La perimetrazione attualmente sul tavolo – prosegue Magnano – non risponde ad alcuna logica di sostenibilità per il siracusano. Continua a ignorare le proposte alternative, come quella ‘reticolare’ avanzata dai Comuni dell’Unione Valle degli Iblei e condivisa dalla Camera di Commercio di Siracusa e dalla rete delle organizzazioni di categoria, che teneva insieme tutela ambientale, agricoltura d’eccellenza, zootecnia, patrimonio storico-culturale e attività artigianali e produttive”. Per la presidente, il rischio concreto è che un Parco privo di norme di attuazione condivise si traduca in un freno per le piccole imprese artigiane, per l’edilizia, per le attività di servizio e per tutto l’indotto che opera nei 35 Comuni interessati dal perimetro, con vincoli, autorizzazioni e limitazioni che si sommerebbero a una burocrazia già gravosa, senza le necessarie misure compensative e di sviluppo per chi vive e lavora in quelle aree.
“Il danno – sottolinea Magnano – non è soltanto quello economico, pur rilevantissimo per le nostre imprese. È un danno alla coesione del territorio. Una sentenza del Tar non può sostituire un percorso di concertazione che, ad oggi, semplicemente non c’è stato”.CNA Siracusa si appella quindi alla Regione Siciliana e alle istituzioni territoriali perché si tenga conto delle istanze del mondo produttivo, in particolare di quello artigiano, secondo una logica di sviluppo sostenibile e non di mera imposizione di vincoli.”Continueremo – conclude la presidente Magnano – a far sentire la voce delle micro e piccole imprese del territorio in tutte le sedi, perché la tutela dell’ambiente e la vita delle nostre attività non sono in contraddizione, ma possono e devono camminare insieme, a patto che si scelga davvero la strada del confronto”.













