Il trasloco del Rizza, studentessa scrive a Giansiracusa. E lui risponde: “Gli studenti non sono un numero”
“Chi rappresenta un’istituzione ha il dovere di operare delle scelte e assumersene la responsabilità come un buon padre di famiglia”. Lo scrive il presidente del Libero Consorzio di Siracusa, rispondendo alla lettera aperta di una studentessa del Rizza – istituto per il quale è stato recentemente disposto il trasloco dalla storica sede del Palazzo degli Studi.
Nella sua lunga missiva, la studentessa esprime tutta la propria amarezza per la perdita della sede storica di via Diaz, rivendicando il valore affettivo di un luogo vissuto per tre anni come una seconda casa. “Non si tratta solo della sede storica: io qui ho vissuto tre anni della mia vita, ho riso, pianto, scherzato e lavorato”, scrive, contestando una decisione nella quale, sostiene, gli studenti sarebbero stati considerati soltanto in base ai numeri.
“Io non sono un numero: ho un nome e un cognome, sono una persona in carne e ossa”, rivendica. E rivendica inoltre il diritto di poter proseguire gli studi nella sede scelta al momento dell’iscrizione e accusa le istituzioni di non aver ascoltato adeguatamente le ragioni degli studenti. “Come rappresentanti delle istituzioni avete fallito, avete fallito con l’istruzione” scrive, ricordando anche l’impegno di docenti, personale Ata e studenti contrari al trasferimento.
“Lei non è un numero. Nessuno studente del Rizza-Insolera lo è mai stato per noi”, puntualizza nella sua risposta il presidente Michelangelo Giansiracusa, che invita la studentessa a un confronto diretto, assicurando che nella decisione sul Rizza non vi sarebbe “nessuna violazione di legge, nessuna mancanza di rispetto, nessuna decisione frettolosa”, ma solo la volontà di organizzare una comunità scolastica più funzionale.
Il presidente del Libero Consorzio ha disposto nei mesi scorsi il piano di trasferimenti ed il trasloco del Rizza. E contesta l’idea che agli studenti sia stata sottratta la possibilità di scegliere il proprio percorso. “Tre anni fa lei ha scelto un indirizzo di studi, un percorso formativo caratterizzato da specifiche materie. Non una sede fisica”, replica alla studentessa. Secondo il presidente, il trasferimento in via Modica non comprometterebbe il diritto allo studio, ma sarebbe finalizzato a creare una comunità scolastica più integrata tra Rizza e Insolera.
Netta anche la presa di distanza dal confronto con il Corbino che si ritroverà a beneficiare dell’intero Palazzo degli Studi, da sempre a metà tra le due istituzioni scolastiche. “Il Corbino non c’entra nulla con questa scelta. Contrapporre gli studenti è sbagliato, scorretto e strumentale”.













