• Anche l'ospedale di Siracusa era stato contattato per salvare la piccola Nicole. "Tutto pieno"

    L’ospedale di Siracusa era stato contattato dal 118 per trovare un posto in terapia intensiva neonatale alla piccola Nicole. “Tutto pieno”, la risposta raccolta dall’operatore 118 che stava dirigendo in quella convulsa notte le operazioni di soccorso dopo la chiamata, all’1.37, partita dalla clinica privata catanese in cui la bimba nasce ma con insufficienza respiratoria.
    Le registrazioni delle conversazioni sono già nelle mani degli inquirenti della Procura di Catania. Il Corriere della Sera ne ha reso pubblici alcuni stralci, e parla di “scaricabarile sugli ospedali” siciliani della zona Catania-Siracusa-Ragusa.
    In nove minuti di chiamate, l’operatore 81 contatta i tre ospedali di Catania, chiede “necessità immediata di un posto. Neonata con insufficienza respiratoria”. Risposte in sequenza: “non c’è posto, chiedete altrove”. E mentre l’emergenza aumenta, dal 118 iniziano a contattare le unità lontane. La prima è proprio Siracusa. All’1.46 viene chiamato l’Umberto I: “Tutto pieno”. Un minuto dopo accetta Ragusa e parte la disperata quanto vana corsa. Alle 3.47 l’ultima telefonata del pediatra: “Siamo alle porte di Ragusa, ma debbo comunicare che la bambina è deceduta”.
    Negli ospedali chiamati in causa tutti dicono che l’operatore del 118 non è stato chiaro, annota il Corriere. Ma la dirigente del servizio di emergenza, Isabella Bartoli, non ci sta. “Quando si chiede un posto di intensiva per una bimba appena nata si sa che rischia la vita”. In questi casi, negli ospedali, un posto bisognerebbe anche inventarselo spiegano medici non di primo pelo. Ecco perchè, di fronte ad un quadro sconfortante, l’assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino, si è dimessa. E il ministro Lorenzin da Roma sta pensando di commissariare la sanità in Sicilia.

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