• Siracusa. Aumentano le tasse, Lo Iacono: “Colpa delle gestioni miopi del passato”

    “L’aumento proposto per la Cosap, come per gli altri servizi, è la conseguenza di vent’anni di amministrazione miope”. L’assessore al Bilancio, Nicola Lo Iacono motiva così la decisione (che dovrà comunque essere ratificata dal consiglio comunale) di incrementare il costo della tassa sul suolo pubblico, con aumenti variabili dal 20 al 200 per cento. Una decisione che preoccupa i commercianti e gli esercenti del capoluogo, oltre ad alcuni esponenti dell’opposizione (Salvo Castagnino di “Siracusa Protagonista” grida allo scandalo e promette battaglia). “Ci siamo insediati 10 mesi fa- ricorda Lo Iacono- ereditiamo una situazione che, dal punto dei vista dei conti, è particolarmente seria, tanto che anche la Corte dei Conti è intervenuta su questo tema, dando delle indicazioni precise sui cambiamenti da apportare in merito alla gestione economica dell’ente. La giunta prima, il consiglio comunale successivamente, hanno seguito le indicazioni dell’organismo e deciso che i servizi che prevedono la partecipazione del singolo cittadino vengano erogati ad un costo più alto del 36 per cento. Per gli altri servizi, aumento del 20 per cento. Nel caso della Cosap, incrementi anche più significativi, quelli che la bozza di Bilancio di Previsione approvata dalla giunta comunale propone. Il consiglio deciderà. La causa è sempre la stessa”. Lo Iacono difende il “modus operandi” dell’amministrazione Italia. “Siamo sempre stati chiari e trasparenti. Cosa che forse altre amministrazioni, in passato, si sono guardate bene dal fare. Dal 2000 al 2014, 400 milioni di euro  di evasione sono un numero che, già da solo, rende l’idea della situazione. Questa città sconta dei danni significativi, rilevanti, che purtroppo molti hanno interesse a fare passare sotto silenzio”. Secondo quanto spiegato da Castagnino, “l’aumento della Cosap, nel centro storico, arriverebbe al 101 per cento e, se nell’area tra piazza Duomo, via Minerva e via Maestranza, del 200 per cento. In denaro, chi paga 2 mila euro oggi, dovrebbe arrivare a versarne 4 mila. Chi, nelle zone di pregio, versava 3 mila euro, si ritroverebbe a pagarne 9 mila”.

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