• Autopsia e primi indagati: si cerca la verità sulla tragedia che ha scosso Siracusa

    Omicidio colposo. E’ l’ipotesi di reato con cui la Procura di Siracusa ha aperto un fascicolo sulla morte di Eligia Ardita e la bimba che portava in grembo, Giulia. Nel registro degli indagati sarebbero finiti il primario del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Umberto I e i soccorritori del 118 intervenuti dopo la richiesta di soccorso del marito della sfortunata giovane. Un atto dovuto, spiegano fonti investigative, per poter procedere nelle indagini con tutti gli accertamenti del caso.
    Il primo sarà l’autopsia disposta dal pm Guarnaccia per oggi pomeriggio. L’esame autoptico potrebbe fornire indicazioni sull’improvviso malessere della infermiera del pronto soccorso, all’ottavo mese di gravidanza. Una tragedia in cerca di risposte, quindi. I familiari, in particolare, sono rosi da drammatici interrogativi: si poteva fare di più? Si poteva salvare la vita della donna e della sua piccola?
    In base alla prima ricostruzione, confermata da ambienti ospedalieri, si è tentato in ogni modo e con disperato impegno di strappare a quel drammatico destino le due vite. Ma Eligia sarebbe già arrivata in arresto cardiaco al reparto di emergenza.
    Occhi puntati, allora, sulle fasi del primo soccorso. La donna ha dei rantoli, perde i sensi. Parte la chiamata al 118 e l’ambulanza arriva in pochi minuti. Nel palazzo in cui vive la coppia non c’è l’ascensore. I primi soccorritori avrebbero allora chiesto l’intervento dei vigili del fuoco per scendere la barella con la dovuta sicurezza. Non una pratica irrituale. Ma quello che i familiari vogliono capire è se quei  minuti nella notte a cavallo tra lunedì e martedì avrebbero potuto salvare Eligia e la sua Giulia.

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