Gli studenti del liceo Gargallo applauditi ad Avola con “Arie ribelli, cuori coraggiosi”
Il teatro come luogo di bellezza, riflessione e cambiamento. È questo il messaggio emerso da “Arie ribelli, cuori coraggiosi. Le nozze di Figaro per il rispetto di genere”, l’evento conclusivo del progetto regionale “Arte di ogni Genere. Seconda edizione”, andato in scena al Teatro Comunale Garibaldi di Avola. L’iniziativa ha rappresentato il momento conclusivo di un percorso educativo articolato in due tappe. Il primo appuntamento si è svolto all’Urban Center di Avola con “Mirandolina non sta zitta”, un incontro di confronto e sensibilizzazione che ha visto dialogare scuola, istituzioni, associazioni e forze dell’ordine sui temi della legalità, dell’educazione ai sentimenti, del rispetto di genere e della valorizzazione della figura femminile. Il secondo e conclusivo atto del progetto è andato in scena al Teatro Garibaldi, dove la riflessione si è trasformata in linguaggio artistico attraverso una coinvolgente rilettura de “Le nozze di Figaro”, capace di coniugare musica, teatro e impegno civile. Ad aprire la serata è stato l’intervento della dirigente scolastica Annalisa Stancanelli, che ha sottolineato il valore educativo della cultura e dell’arte come strumenti di formazione delle nuove generazioni e di promozione del rispetto reciproco. L’evento è stato curato dalla coordinatrice del progetto Anna Coppola, con il contributo dei docenti Maria Grazia Grisinelli, Giuliana Franchi, Gianpaolo Castro, Mirella Furnari, Francesco Netti, Mario Licciardello, Annalisa Mangano e Rita Patania. Particolarmente apprezzato è stato anche l’intervento di Roberta Corsaro, Dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Avola, che ha richiamato l’attenzione sull’importanza dell’educazione al rispetto e della prevenzione di ogni forma di violenza e discriminazione.
Uno degli aspetti più significativi della rappresentazione è stato il dialogo tra canto lirico e teatro. Ogni personaggio era affiancato da un doppio scenico, il cantante rappresentava la forma, mentre l’attore ne incarnava la sostanza. Una scelta che ha reso visibili emozioni, conflitti e pensieri dei protagonisti, trasformando la scena in un raffinato gioco delle parti tra interiorità e apparenza.












