Cannata (FdI) contro l’Ati: “Fallimento del loro modello”. Italia: “Confonde ruoli e responsabilità”
Non si spegne la polemica sull’esclusione della provincia di Siracusa dal bando nazionale da un miliardo di euro per gli investimenti nel settore idrico (SFNIISSI). Dopo la replica del presidente del Consiglio di Sorveglianza di Aretusacque, Giuseppe Assenza, torna all’attacco il deputato di Fratelli d’Italia, Luca Cannata, che rilancia le accuse contro il sistema di governance idrica provinciale e annuncia nuovi accessi agli atti. A stretto giro arriva la controreplica del sindaco di Siracusa e presidente dell’Ati, Francesco Italia.
Per Cannata, le risposte ricevute negli ultimi giorni non farebbero altro che rafforzare le sue contestazioni. “Più rispondono e più certificano il fallimento del loro modello”, attacca il parlamentare. Al centro della vicenda resta il mancato accesso della provincia aretusea alle risorse del bando nazionale. Una circostanza che, secondo Cannata, dimostrerebbe l’esistenza di gravi carenze nella programmazione e nel coordinamento del sistema idrico provinciale. “Se oggi ci viene detto che mancavano i requisiti necessari, quale attività di programmazione, coordinamento e supporto è stata svolta negli ultimi anni dall’Ati e dagli organismi che governano il servizio idrico provinciale? Perché oggi non stiamo discutendo di una scelta politica. Stiamo discutendo del fatto che il territorio non era nelle condizioni di partecipare. Ed è esattamente questo il fallimento che denunciamo”, sostiene l’esponente di FdI.
Cannata contesta inoltre il tentativo di ricondurre parte delle responsabilità alle amministrazioni comunali. In particolare, respinge le osservazioni relative al Comune di Avola. “Il tema non è Avola. Il tema è l’intera provincia di Siracusa. Su 21 Comuni della provincia risultano finanziati appena due interventi. Questo è il dato politico e amministrativo che nessuno è riuscito a smentire. Ciò significa che gran parte del territorio siracusano è rimasto escluso da queste opportunità di finanziamento”.
Secondo il parlamentare, le stesse dichiarazioni dei vertici del sistema idrico confermerebbero “evidenti ed enormi lacune nella programmazione, nel coordinamento e nel controllo del sistema idrico provinciale”, tanto da parlare apertamente di “fallimento” del modello di governance adottato.
Per questo annuncia nuove iniziative ispettive. “Chiederemo l’accesso agli atti non solo sul bando SFNIISSI ma anche sull’intera procedura relativa al bando FESR Sicilia 2021-2027, per verificare responsabilità, attività svolte, trasmissioni documentali, istruttorie e ogni fase del procedimento”.
Parole che hanno provocato una nuova presa di posizione del sindaco di Siracusa e presidente dell’Ati, Francesco Italia, che respinge le accuse e invita a distinguere tra polemica politica e realtà amministrativa. “Prendiamo atto dell’annunciato accesso agli atti da parte dell’on. Luca Cannata. Si tratta di uno strumento di trasparenza previsto dall’ordinamento e, proprio per questo, sempre utile a chiarire i fatti e a separare la propaganda dalla realtà amministrativa”, afferma Italia.
Il sindaco contesta soprattutto la ricostruzione relativa ai requisiti per partecipare al bando nazionale. “L’onorevole Cannata ha frainteso, o ha fatto finta di non comprendere, cosa sia la mancanza di requisiti che ha comportato l’esclusione della provincia di Siracusa dal bando nazionale SFNIISSI”, sostiene Italia. Il presidente dell’Ati ricorda che il bando era rivolto esclusivamente ai gestori del servizio idrico integrato iscritti al Registro delle imprese e non all’Ati, che svolge funzioni di governo e programmazione. “Sarebbe bastato leggere con maggiore attenzione il testo del provvedimento per evitare di attribuire all’Ati responsabilità per non avere svolto funzioni che, per legge e per previsione dello stesso bando, non le competevano affatto”, aggiunge.
Italia rivendica poi l’attività svolta dall’Ati in relazione ai fondi Fesr 2021-2027, sostenendo che i Comuni erano stati più volte invitati a verificare i requisiti e completare la documentazione necessaria per partecipare alle procedure. Già da giugno 2025, spiega il sindaco, erano partite comunicazioni e attività di coordinamento rivolte alle amministrazioni comunali.
Secondo Italia, “molte delle amministrazioni oggi escluse sono le stesse che non hanno partecipato all’incontro di coordinamento organizzato per evitare quegli errori che adesso vengono comodamente scaricati su altri”. E cita il caso di Avola, evidenziando come tre dei quattro progetti esclusi provenissero proprio dal Comune della città dell’esagono.
Il presidente dell’Ati difende infine il lavoro svolto dall’organismo provinciale. “L’Ati Siracusa non può sostituirsi ai Comuni nelle competenze progettuali né può assumersi responsabilità amministrative che appartengono ai singoli enti. Eppure, ha garantito un’innegabile attività continua di informazione, coordinamento, supporto tecnico e accompagnamento istituzionale”.













