Giovani e droghe, pericolosamente vicini: i carabinieri intensificano il contrasto

 Giovani e droghe, pericolosamente vicini: i carabinieri intensificano il contrasto

Nel contrasto allo spaccio di droga i Carabinieri sono particolarmente attivi. A settembre scorso hanno anche lanciato il progetto “Uniamoci contro le droghe”, in collaborazione con l’ufficio Scolastico e l’area Dipendenze Patologiche e l’Unità Operativa Educazione alla Salute dell’Azienda Sanitaria Provinciale. “Un piano che ha dimostrato tutta la sua efficacia, facendo registrare importanti risultati sul piano repressivo e di contrasto al fenomeno e positivi riscontri in ordine all’azione preventiva”, spiegano dal comando provinciale di viale Tica.
In questi mesi sono stati effettuati mirati e capillari servizi, sia in uniforme che non, proprio per cercare di debellare le varie zone e centrali di spaccio presenti nella Provincia; tutto questo accompagnato da una forte campagna di sensibilizzazione attraverso conferenze, spot proiettati e pubblicati da tv, cinema e mass media con il patrocinio del Rotary Club Siracusa Ortigia.
In particolare: 202 sono state le persone arrestate; 182 denunciate; 97 assuntori segnalati alla Prefettura; 49,5 chili di droghe sequestrate; 19 patenti ritirate per guida sotto l’effetto di sostanze psicotrope; 35 conferenze all’interno di scuole; 12 incontri con comunità di ragazzi; 20 servizi coordinati a largo raggio anche con l’ausilio di personale dell’ASP di Siracusa; 22 servizi con unità cinofile dell’Arma all’interno delle scuole e alle fermate degli autobus; 55 ragazzi al di sotto dei 20 anni interessati dall’azione di controllo e repressiva.
“Voglio ringraziare tutti coloro che con passione, energia ed entusiasmo hanno aderito al progetto lavorando con noi fianco a fianco, fornendoci importanti stimoli e suggerimenti per migliorare la nostra azione”, commenta il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Luigi Grasso. “Le attività continueranno anche nei prossimi mesi con particolare attenzione al mondo dei giovani che, proprio questo progetto, ha confermato essere particolarmente esposto ai rischi del fenomeno”.

 

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