La morte di Timida, Oipa e LNDC ammesse come parti civili al processo

 La morte di Timida, Oipa e LNDC ammesse come parti civili al processo

Le associazioni ambientaliste Oipa e LNDC  ammesse come parti civili nell’udienza predibattimentale davanti al Tribunale penale di Siracusa nell’ambito del procedimento relativo all’uccisione di Timida, il cane di quartiere che viveva nella zona di Lido Sacramento, ritrovata morta sui binari della ferrovia a febbraio del 2025.

Una vicenda atroce, che ha scosso fortemente l’opinione pubblica, riportata all’epoca anche dai media nazionali.  “Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti-ricorda l’Oipa-  tre persone avrebbero agito con ruoli diversi e coordinati, con l’intento di rendere il luogo “più decoroso”, eliminando non solo i ricoveri destinati ai cani di quartiere e alla colonia felina presenti nell’area, ma anche arrivando all’uccisione della cagnolina”. L’associazione è intervenuta all’epoca immediatamente attraverso il proprio Ufficio Legale, chiedendo chiarezza e giustizia. Nell’ambito del processo è rappresentata dal legale Agata Alemanno del foro di Siracusa.”La morte di Timida è un fatto gravissimo, che ha scosso l’opinione pubblica non solo del mondo animalista e che rappresenta una totale mancanza di rispetto nei confronti della vita. Abbiamo deciso di costituirci parte civile per chiedere giustizia per Timida e per dar voce a tutti coloro che chiedono – e che giustamente pretendono – il rispetto di qualsiasi forma di vita. Auspichiamo che la giustizia faccia il suo corso e che i responsabili di tanta brutalità siano puniti ai sensi di legge”.

Il Tribunale di Siracusa ha accolto anche la richiesta dell’associazione LNDC Animal Protection, che  parteciperà così al procedimento penale per chiedere l’accertamento delle responsabilità e una condanna esemplare.

Timida aveva circa 14 anni, era quasi cieca e sorda, viveva da oltre dodici anni nel quartiere di Lido Sacramento ed era conosciuta e accudita come cane di quartiere.

A vario titolo sono imputate tre persone con ipotesi che vanno dalla  dalla distruzione dei ricoveri destinati ai cani e alla colonia felina fino all’allontanamento degli animali dall’area. La morte di Timida rappresenta l’episodio più drammatico dell’intera vicenda e il processo dovrà chiarire definitivamente come la cagnolina sia finita sui binari e se sia stata legata prima dell’arrivo del treno, come ipotizzato nel corso delle indagini. “Per Timida abbiamo promesso fin dal primo giorno che non ci saremmo fermati e oggi manteniamo quella promessa”, dichiara Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “L’ammissione della nostra parte civile è un passaggio fondamentale perché ci consentirà di rappresentare in aula gli interessi di un animale che non può più difendersi e di chiedere che venga riconosciuta tutta la gravità di quanto accaduto.”

 

LNDC Animal Protection seguirà il processo fino alla sua conclusione e ribadisce il proprio impegno a costituirsi parte civile in tutti i procedimenti più gravi riguardanti maltrattamenti e uccisioni di animali.

 

“Timida purtroppo non possiamo più salvarla”, conclude Rosati. “Ma possiamo e dobbiamo fare in modo che la sua morte non venga dimenticata e non resti impunita. Lo dobbiamo a lei e a tutti gli animali vittime della violenza umana.”

 

 

 

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