• L’Annunciazione va a Palermo, in silenzio l’ok alla partenza: “manifestazione al Bellomo”

    Nonostante le proteste degli studiosi dell’arte, le minacciate mobilitazioni, le interrogazione di parlamentari regionali l’Annunciazione di Antonello da Messina è pronta a traslocare in prestito. Prima Palermo poi Milano. Una lunga tourneè che ha destato preoccupazioni alla luce dello stato precario del film pittorico del delicato dipinto del 1474 e per il quale, al termine dell’ultimo restauro, era stata prescritta massima cautela, soprattutto negli spostamenti. Lunedì l’Annunciazione lascerà la galleria Bellomo di Siracusa. Senza troppo clamore sarebbero già state organizzate tutte le fasi dello spostamento e del trasloco.
    Alla fine, quindi, ha vinto la linea dell’assessore regionale ai Beni Culturali, Sebastiano Tusa. Aveva bollato come “retroguardia” le proteste siracusane (anche a Messina, per la verità c’è stata una levata di scudi) decidendo alla fine per il prestito dell’Annunciazione che farà bella mostra di sè a Palermo Capitale della Cultura, in una grande esposizione allestita a Palazzo Abatellis. In cambio, alla galleria siracusana andranno in prestito tre Palladino: il Santa Chiara, il San Girolamo e Caino e Abele.
    “Nonostante le gravissime condizioni del dipinto, nonostante il divieto espresso dai tecnici e dagli esperti di restauro, la politica ha deciso”, sbotta lo storico dell’arte, Paolo Giansiracusa. “Le opere d’arte non sono giocattoli da ludoteca, non sono pezzi di giostre impazzite. Chi ha dato il nullaosta al trasloco? L’Istituto Regionale del Restauro? La Soprintendenza di Siracusa? La direzione del museo? Chi si assume la responsabilità del trasporto e dell’esposizione fuori teca dell’Annunciazione?”, si domanda Giansiracusa. Che annuncia per lunedì mattina, al momento del trasferimento dell’opera, “una manifestazione cittadina davanti al Bellomo”.

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