Mazzarrona, il comitato dei residenti chiede attenzione: “Gli eventi estivi non risolvono i problemi”

 Mazzarrona, il comitato dei residenti chiede attenzione: “Gli eventi estivi non risolvono i problemi”

“Ottomila residenti, un’estensione di 120 ettari paragonabile a quella di un intero comune della provincia, ma con servizi ancora drammaticamente al palo”. Il Comitato Mazzarona  traccia una linea netta tra la narrazione istituzionale e la realtà quotidiana di un rione stanco di interventi spot. Nel mirino dei residenti finiscono le logiche degli “eventi isolati” – come la festa estiva di San Corrado dello scorso giugno – che pur lasciando un segno positivo, non possono essere considerati secondo i cittadini la panacea per le storiche criticità del territorio.«La fiducia dei cittadini si conquista con la presenza costante e l’adempimento delle responsabilità istituzionali», sottolinea il Comitato, che lancia un monito preciso anche sulla comunicazione pubblica: distinguere sempre tra attività pastorale, iniziativa privata e azione politico-amministrativa, per evitare equivoci e percezioni di disparità. Il sostegno a una parrocchia, avvertono i residenti, non equivale ad affrontare i bisogni complessivi di un quartiere eterogeneo e multiculturale. Giovani esclusi e biblioteche a ostacoli: il caso Grottasanta. Se il Centro sociale Grottasanta di via Luigi Foti rappresenta un’eccellenza nell’inclusione della popolazione senior – grazie alla gestione del presidente Franco Veneziano – la fascia di età sotto i 60 anni resta drammaticamente priva di spazi di aggregazione. Gli occhi sono dunque puntati sulla Biblioteca Grotta Santa di via Gaetano Barresi, una struttura che potrebbe fare la differenza ma che versa in condizioni critiche. Il Comitato denuncia tempi burocratici biblici: sono serviti più di due anni solo per ripristinare i condizionatori dopo il furto delle unità esterne (oggi protette da grate), costringendo personale e utenza a estati roventi. Ma non è tutto. La struttura dispone attualmente di un solo bagno funzionante per dipendenti e pubblico di entrambi i sessi, mentre i servizi igienici per le persone con disabilità risultano inutilizzabili.A spaventare è soprattutto la sicurezza: in un’area flagellata dai roghi estivi, all’interno di una biblioteca colma di materiale cartaceo, il Comitato chiede verifiche urgenti sul piano di evacuazione, sulla funzionalità degli estintori e sulla piena accessibilità dell’uscita di sicurezza. La memoria corre all’estate del 2025, quando un incendio nei pressi del vicino asilo nido “Qui Quo Qua” impose l’evacuazione d’urgenza dei bambini a causa del fumo.Il giallo ambientale di via Cassia: esposti e mancate risposte.Il fronte più caldo resta però quello legato alla salute pubblica. Nel marzo del 2025, circa 250 residenti firmarono un esposto in Procura – inviato contestualmente ad Arpa, al sindaco Francesco Italia, alla Polizia Ambientale e al Siav – sollevando fortissime preoccupazioni circa la possibile presenza di amianto durante i lavori di movimento terra in via Laerte Cassia, a ridosso dell’asilo e dell’area dove oggi sorge un campetto da calcio.Da allora,tuona il Comitato, il silenzio. “Nonostante l’inaugurazione dell’impianto sportivo – finanziato con 97 mila euro stanziati su impulso del deputato regionale Tiziano Spada – i cittadini denunciano- non si è  mai ricevuto l’esito dei controlli ambientali richiesti”. Il Comitato chiede ora risposte definitive e trasparenza, specialmente alla luce del nuovo progetto da 100 mila euro per la realizzazione di un’area giochi per bambini proprio nella medesima via. «È necessario chiarire preliminarmente e definitivamente lo stato ambientale dell’area», conclude il Comitato, invocando controlli, sicurezza e quella giustizia sociale che a Mazzarona non può più attendere”.

 

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