• Miasmi a Priolo, analisi di Arpa ed ex Provincia. L’anticipazione: “concorso di cause”

    La relazione completa e congiunta di Arpa ed ex Provincia Regionale sul “caso” Priolo sarà pronta a breve. L’incrocio puntuale dei rilievi compiuti sul posto dall’agenzia per la protezione dell’ambiente ed i dati delle centraline di monitoraggio permetterà di chiarire definitamente quanto sta accadendo nella cittadina a nord del capoluogo. Da alcuni giorni i cittadini lamentano la presenza di fastidiosi odori nell’aria, i famosi miasmi. Diverse le ipotesi circolate sulle cause del registrato accumulo di idrocarburi non metanici e volatili in atmosfera. Secondo le prime analisi, in questo momento Priolo sarebbe “ostaggio” di una inversione termica accompagnata da assenza o quasi di vento: due concause che avrebbero generato le condizioni di accumulo e i conseguenti episodi di miasmi. A spiegarlo sono i tecnici che parlano anche di “sostanze della famiglia degli idrocarburi con presenza di molecole di zolfo” come responsabili del cattivo odore.
    Si, ma da dove arrivano? “Per quello che segnalano le stazioni meteo, con vento pressochè calmo e lieve prevalenza nord/nord ovest, potrebbero dipendere dal parco serbatoi alle spalle di Priolo”, dicono più fonti. Da escludere guasti o situazioni fuori dall’ordinario. I serbatoi sono chiusi con i tetti galleggianti previsti dalle norme e su questo fronte tutto è in regola. Può accadere, qui come altrove, che dalle guarnizioni possano alle volte “passare” delle lievi emissioni (“fisiologiche” le definiscono i tecnici). Ma perchè possa diventare un fenomeno invasivo e avvertito dalla popolazione devono verificarsi anche altre condizioni, proprio come sta avvenendo in queste ore: alte temperature, calma di vento e inversione termica. Così si favorirebbero gli accumuli.
    Le aziende della zona hanno avviato controlli ed ispezioni al loro interno e gli esiti sono stati comunicati alle autorità competenti. In linea teorica, anche discariche e depuratori – in caso di vasche scoperte – potrebbero in determinate occasioni contribuire ad acuire il fenomeno.
    Cosa dicono, intanto, i dati rilevati? Da un primo esame, emergerebbe a partire dalle 20 del 30 agosto e fino alle 9 del 31 un aumento di idrocarburi non metanici e di benzene, toluene e xilene. La strumentazione presente a Priolo avrebbe anche registrato sostanze odorigene come isobutilmercaptano e tiofene. E questo in assenza di vento. Il Cipa ha poi segnalato una inversione termica dalle 4 del mattino del 31 agosto. Tutto con vento in calma piatta o quasi.

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