Porto rifugio di Santa Panagia, fondi riprogrammati su Pozzallo. Ira Gilistro in Ars

 Porto rifugio di Santa Panagia, fondi riprogrammati su Pozzallo. Ira Gilistro in Ars

Il deputato regionale Carlo Gilistro (M5S) ha sollevato in Ars il caso del porto rifugio di Santa Panagia, a Siracusa. Per la vitale struttura a servizio della portualità principale, tra il porto Grande di Siracusa e la rada di Augusta, sono necessari lavori urgenti di manutenzione straordinaria. Lavori già appaltati ma, paradossalmente, con aggiudicazione sospesa perchè nel frattempo non ci sono più i soldi inizialmente stanziati.
“Con una interrogazione urgente, ho chiesto una rapida riprogrammazione delle risorse da parte del governo regionale, attraverso il Programma Operativo Complementare 2014-2020. Ma con sorpresa scopro che la Regione ha invece scelto di operare questa scelta su Pozzallo, rimandando a settembre il porto rifugio di Santa Panagia, a Siracusa”, spiega al termine della seduta Carlo Gilistro. “Le situazioni erano identiche, Pozzallo peraltro rientra nel perimetro d’azione dell’Autorità Portuale di Sistema della Sicilia Orientale e avrebbe potuto contare su risorse di quella istituzione. Non comprendo la scelta, visto peraltro che la Regione incassa bei soldini e punti di pil export dai porti di Siracusa, senza dare nulla. Sarebbe allora il caso di inserire i porti di casa nostra nel perimetro d’azione dell’AdSP della Sicilia Orientale, in modo da ottenere le giuste attenzioni e risorse. L’assessore Aricò ci dica chiaramente se la Regione preferisce la portualità di Pozzallo (che introita proprio l’AdSP) a dispetto dei porti di Siracusa da cui riceve annualmente incassi”, dice fermo Gilistro.
Per il porto rifugio di Santa Panagia c’è il progetto definitivo, c’è una ditta a cui sono stati assegnati i lavori ma incredibilmente non ci sono più i soldi per i lavori. Era stato quindi disposto un finanziamento pari a 4,6 milioni di euro, con fondi europei. I tempi delle procedure di gara in Urega, però, hanno portato all’aggiudicazione delle opere solo nel 2023. Le somme, dovevano essere impegnate entro il 31 dicembre 2022 per non andare perdute, come è invece accaduto.
I primi danni alla diga foranea risalgono al 2019. Poi il medicane del 2021 ha aggravato la situazione, peggiorata ulteriormente per via delle mareggiate di fine novembre 2022. La mantellata è rotta in più pezzi. I lavori progettati prevedono interventi su tutto il braccio posto a protezione del porto rifugio, compreso il riccio di testa.

 

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