Rai Uno, L'Arena. Dopo gli assenteisti Asp, gli stakanovisti delle Commissioni. Ecco cosa è successo oggi

 Rai Uno, L'Arena. Dopo gli assenteisti Asp, gli stakanovisti delle Commissioni. Ecco cosa è successo oggi

Blitz di una troupe de L’Arena, la trasmissione di Rai Uno, all’ottava commissione consiliare. Dopo il polverone sollevato dall’inchiesta dei 5 Stelle, anche il contenitore pomeridiano della rete ammiraglia ha deciso di occuparsi del caso che riguarda l’elevato numero di riunioni delle commissioni a Siracusa e il sistema dei rimborsi ai consiglieri.
La telecamera di Rai Uno, insieme alla giornalista che ha realizzato il servizio, si è presentata a sorpresa negli uffici comunali della Ragioneria ed hanno fatto “irruzione” nella sala in cui era riunita la commissione. Dopo i primi momenti di tensione, i consiglieri hanno ottenuto che la troupe uscisse per dare loro modo di completare la riunione.
Hanno atteso all’uscita. E qui i toni si sono subito riscaldati. Elio Di Lorenzo si è smarcato nero in volto. Bonafede, Cavarra e Palestro hanno invece accettato il confronto, acceso invero. “Siamo arrabbiati perchè sono uscite molte falsità e inesattezze”, hanno provato a spiegare. “I 5 Stelle dicono che noi abbiamo adottato questo sistema con la famigerata delibera che è finita su tutti i media. Ma in realtà il provvedimento è in vigore sin dal 2000. Noi non abbiamo proprio cambiato nulla. Abbiamo anzi chiesto un’interpretazione autentica della norma”, spiega Tony Bonafede, raggiunto dalla nostra redazione.
L’inviata da L’Arena ha fatto presente l’elevato numero di riunioni di commissione e i pochi atti prodotti. “Abbiamo spiegato che spesso i provvedimenti sono complessi e richiedono un esame articolo per articolo”, racconta proprio Bonafede.
Piccolo fuori programma, quella che all’inviata della trasmissione di Rai Uno era sembrata un’aggressione fisica da parte di Salvo Cavarra. “Conosciamo tutti la passione che il consigliere Cavarra mette nella sua attività. Ha solo gesticolato eccessivamente ma certo non ha aggredito nessuno”, raccontano gli altri protagonisti dell’inattesa visita. Che domenica pomeriggio farà ancora una volta discutere tutta Italia sui costi – e le abitudini – della politica siciliana.
Intanto pare stiano scattando le prime querele contro i 5 Stelle autori dell’inchiesta e di un video che l’accompagna. Proprio Alberto Palestro e Salvo Cavarra sarebbero due dei quattro. Hanno firmato insieme una lunga nota inviata alle redazioni.
Parlano di errori di calcolo nei numeri elaborati dai grillini e ricordano come viga il limite massimo delle 26 presenze oltre le quali – anche partecipando a 50 commissioni – non si ha diritto ad un euro in più di rimborso. “Inoltre, il movimento cinque stelle omette di dire che le somme incassate da ciascun consigliere in base al numero di presenza riportate su base mensile variano a seconda del reddito personale dello stesso e che gli stessi consiglieri svolgendo pubbliche funzioni rientrano ai sensi di legge tra i redditi assimilati a quelli di un lavoratore dipendente”, scrivono Cavarra e Palestro.
I consiglieri comunali siracusani si sentono vittime di “un attacco mediatico” che lede “la dignità e l’onore di tutti”.
Infine, “il messaggio più grave che traspare dall’intera vicenda è l’assoluta demonizzazione e macchina del fango avviata non verso i consiglieri comunali assenti o inefficaci, bensì verso chi è presente più spesso; ebbene i consiglieri comunali più presenti sono caduti loro malgrado nel gioco al massacro delle medie matematiche e riportato al valore esclusivamente numerico di presenze più convenienti al solo scopo denigratorio, grazie a calcoli di favore dalla dubbia scientificità. Il paradosso comunicativo secondo il quale chi lavora meno sarebbe apprezzato di più solo perché incassa pochi gettoni è il frutto della demagogia e del populismo imperante che associa ultimamente alla politica solo il peggio del mondo; un inquietante desiderio di fare di tutta l’erba un fascio al fine di appiattire e mortificare la nobile attività politica legata all’amministrazione della Cosa Pubblica”.

 

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