• Sanità. Rete ospedaliera regionale, Pasqua: “pessima per il siracusano”

    “Il giudizio che posso dare alla nuova rete ospedaliera, varata dall’assessore Razza è pessimo per il Siracusano”. Il deputato regionale Giorgio Pasqua (M5s) boccia senza appello le scelte di Palermo. “Avevo fatto tante richieste al governo Musumeci, tutte disattese. Da domani, l’offerta sanitaria per il nostro territorio risulterà più povera” conclude l’esponente pentastellato, componente della commissione Salute all’Ars. “Avevo chiesto ad esempio all’assessore Razza di avere i numeri, cioè i dati sulle prestazioni, gli accessi, sui quali si deve fondare la rete ospedaliera invece, scopriamo solo a cose, fatte i tagli indiscriminati. Unica nota positiva che posso registrare dalle mie richieste è l’aumentato numero di posti letto nel reparto di Oncologia dell’Ospedale Muscatello di Augusta che passano dai 6 della rete originaria, a 10. Una vittoria a metà, dato che ne avevo chiesti 12. Per il resto, è un’ecatombe. Avevo chiesto la trasformazione dell’ospedale di Lentini da presidio di base a DEA (Dipartimento Emergenza Assistita) di I livello. Tenuto conto del fatto che l’Asp di Ragusa, che conta 321.000 abitanti, conta 3 DEA di I livello, mentre l’Asp di Siracusa conta 404.000 abitanti, quindi con 83 mila abitanti in più, ha soltanto due DEA di I livello. Avevo chiesto di non affossare l’ospedale di Noto, che adesso sarà trasformato in una sorta di R.S.A. (Residenza Sanitaria Assistita), svuotato dei reparti chirurgici e riempito di lungodegenze. Quindi – aggiunge il deputato – il Comune che ha la più vasta estensione territoriale d’Italia, è stato letteralmente spogliato delle sue potenzialità. Altro danno è stato fatto all’ospedale di Avola, dove è stata prevista la riduzione dell’Unità Operativa oculistica che passerà, da semplice dipartimentale a semplice e basta, con la conseguente perdita di un un medico per i turni di guardia pomeridiani. Dato che tali tagli e rimodulazioni non comportano alcun risparmio per le casse della sanità pubblica, non posso che pensare – conclude Pasqua – che si tratti di scelte dettate da simpatie politiche”.

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