Servizio idrico, il tavolo con Aretusacque e le richieste di Sinistra Futura
Resta vivo il dibattito sulla gestione del servizio idrico a Siracusa.
I Coordinamenti Provinciale e Cittadino di Sinistra Futura Siracusa entrano nel merito della questione.
L’incontro avuto lo scorso 3 Novembre dal Forum e dalle associazioni collegate con i vertici di Aretusacque, Consiglio di Gestione e Consiglio di Sorveglianza- sostiene la forza politica- non ha prodotto sostanzialmente risultati tangibili, praticando soltanto qualche timida apertura sul deposito cauzionale – limitatamente alle fasce socialmente più deboli – e sul monitoraggio e tracciamento visibile all’utente dei sistematici guasti. Su questo punto la Società ha dichiarato di non disporre al momento delle necessarie risorse informatiche.
Ha dichiarato, inoltre, di non essere a conoscenza di progetti tesi a migliorare servizio e qualità dell’acqua, compresi nel Piano di Ambito approvato nel 2022, che eppure si suppone sia stato visionato.
Ma la vera novità è l’improvvisa attenzione del Sindaco sulla vicenda. Forte di un parere che sancisce la natura “pubblica” di Aretusacque, promette vigilanza su costi, pianificazione dei lavori e tutela degli utenti. C’è da chiedersi perché da quasi un lustro abbia sostanzialmente lavorato per consegnare ai privati un servizio essenziale. E perché, all’insorgere delle prime criticità, abbia guardato con fastidio le rimostranze dei cittadini e sistematicamente eluso la richiesta di confronto.
Il sospetto è che oggi si sia manifestato il conflitto fra pubblico e privato sulla gestione dei 366 milioni di euro di investimenti previsti dal piano trentennale e – perché no – sulle future assunzioni-prosegue il partito- Il tutto, tanto per cambiare, consumato sulla pelle degli utenti in termini di perpetuazione dei disservizi e ricadute economiche.
Riteniamo -conclude la nota diffusa in mattinata- che lo scopo finale, nel medio termine, di Forum e partiti/associazioni collegati debba essere quello di riportare il servizio idrico alla gestione pubblica. Nel frattempo, non smetteremo di incalzare, con tutte le forme democratiche di protesta, l’ATI affinché eserciti e metta a disposizione dell’utenza le proprie prerogative controllo e decisione”.












