• Siracusa. I renziani all'attacco del segretario provinciale: "Documento da integrare, la vicenda congressuale non è chiusa"

    La pacificazione all’interno del Pd siracusano è ancora lontana. A giorni si alternano messaggi di pace e mani tese ad accuse e ripicche. Tra le due anime in lotta lo scontro è sempre acceso. E semmai ce ne fosse bisogno, lo testimonia l’incontro di questa mattina. Nella sede del partito i “renziani” ospitano il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, esponente di primo piano in Sicilia della corrente che fa capo al premier.
    Ed è l’occasione per chiarire innanzitutto che la “querelle” congressuale – e relativa leadership in provincia – non è chiusa come aveva invece spiegata con tanto di nota della Commissione di Garanzia il segretario Carmen Castelluccio. Secondo i renziani, quel documento inviato alla Castelluccio non avrebbe avuto l’avallo del plenum: mancherebbe il parere di diversi componenti della Commissione per cui dovrà essere rivisto e integrato da qui a 15 giorni.
    Non solo, con il sindaco Garozzo in testa e con l’appoggio in chiave regionale di Zambuto, i renziani hanno rispedito al mittente quelli che a loro sono apparsi come termini al limite dell’insulto, sottolineando con sdegno ad esempio  l’infelice utilizzo da parte di deputati (Zappulla, ndr) del termine “fonziani”, che mancherebbe di rispetto ad una componente importante del partito. “Indecente”, aggiunge qualcuno tra i quadri del Pd siracusano presenti al’incontro: sindaci della provincia, assessori, consiglieri. Come le accuse di “trasversalismi”. A cui replicano con pacatezza: “chi sa, parli. Dica a chi e a cosa si riferisca”.
    E Marco Zambuto annuisce, assicurando che il caso non è chiuso. Non a livello nazionale ma neanche nel Pd siciliano.

    freccia