• Siracusa. Le Ferrovie dello Stato vendono l’area verde intorno alla stazione, Rifiuti Zero grida allo scandalo: “Si usi per riqualificare”

    “Nel silenzio più assoluto, Ferrovie dello Stato sta procedendo, con annuncio pubblicato sul suo sito, alla vendita di uno spazio verde di 3.000 metri quadri nell’area della stazione ferroviaria alla fine di corso Gelone, vicino a Largo Nicola Calipari”. L’associazione Rifiuti Zero Siracusa grida allo scandalo e chiede un’immediata marcia indietro. L’area,secondo quanto spiega il presidente, Salvo La Delfa, sarà adibita a parcheggio privato “in area S4 (parcheggi pubblici), non tenendo conto-prosegue- di quanto la città di Siracusa abbia bisogno in questa zona di Corso Gelone di servizi comuni per il quartiere, area attrezzate per sport e per lo svago e non tenendo conto che nell’area insiste un palmeto secolare che, in questo caso, sarebbe totalmente abbattuto. Lo spazio verde in vendita si trova in una zona residenziale, caratterizzata prevalentemente da condomini multipiano con consistente presenza di attività̀ commerciali, vari alberghi e che può essere considerato l’ingresso all’isola di Ortigia-fa notare La Delfa- Si tratta di uno spazio non edificato non asfaltato ma popolato da splendide palme, un giardino urbano che rappresenta uno spazio importante di compensazione all’interno del complesso della stazione che da corso Gelone con una strada interna arriva alla Stazione.Non si comprende perché Ferrovie dello Stato mentre in tutta Italia sta attuando politiche ambientali di rivalutazione e rigenerazione urbana di tutti i siti di proprietà non più utilizzati, come le ex stazioni o gli ex magazzini, a Siracusa sta invece procedendo alla svendita”.La vendita dell’area verde, segue la vendita della casa del custode .L’Associazione Rifiuti Zero Siracusa chiede “la sospensione della vendita, l’avvio di una interlocuzione con le Ferrovie dello Stato sui temi del recupero sostenibile del patrimonio ferroviario dismesso del complesso di Siracusa, cosi come avvenuto in altre zone di Italia e cosi come dichiarato dalla politica ambientale dell’ente”. L’idea è quella di farne sede per tutte le associazione che non ne possono avere una per indisponibilità di fondi.

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