• Siracusa. Ricatti sessuali su Fb: la testimonianza di una vittima mancata

    Quella che vi proponiamo è la testimonianza di una vittima fortunatamente mancata delle adescatrici che girano su Facebook. Adoperano la loro bellezza e alcune parti del loro corpo per attirare nella trappola uomini imprudenti, attirati dall’ebrezza della trasgressione via webcam. Ma il primo contatto avviene via Facebook. Queste donne, straniere, studiano i profili delle loro vittime e poi entrano in azione.
    Marco – il nome è di fantasia – ci racconta come. Sulla sua bacheca trova la richiesta di amicizia di una certa Sabrina Boudreault. Non la conosce ma accetta comunque. Bella, chiaramente straniera. “Non ho nessun problema a parlare con gente nuova e spesso accetto le amicizie di persone che non conosco”, ci spiega Marco. Iniziano a conversare con la chat del social network. Un paio di battute, poi Sabrina entra in azione: “voglio fare la camma con te che hai provato?”. Un messaggio sgrammaticato, probabilmente perchè dall’altro lato del monitor c’è una straniera che utilizza un traduttore online per le frasi. Marco intuisce, ma cerca conferma. “Non capisco, cosa vuoi dire?”, le scrive. E lei diretta: “hai skype?”. E’ il tranello. Se Marco accettasse, si ritroverebbe di fronte la bella Sabrina disposta a spogliarsi in cam. Poi chiederebbe a lui di fare lo stesso. E dopo poche ore Marco dovrebbe fare i conti con una richiesta estorsiva: “dammi soldi altrimenti pubblico qui e su youtube quello che hai fatto con me”. Perchè la sedicente Sabrina registrerebbe la sua ignara vittima proprio per poi ricattarla chiedendo soldi, parecchi soldi. Uno schema ripetuto decine e decine di volte a danno di siracusani e su cui indaga la Procura con il Nit. Ma Marco non si fida, giustamente. E declina l’invito. “Magari un’altra volta”, scrive. Sabrina non demorde: “Facciamo una conoscenza migliore, se non vi disturba. Lieto di incontrarmi?”, tenta ancora la truffatrice con una traduzione approssimativa. Marco resiste. “Non posso farlo”. E’ il secondo rifiuto. Ma Sabrina non cede. “Non si può fare la cam?”. “Non posso. Se vuoi puoi parlare”. Ma lei: “Hai Skype?”. Di parlare non le interessa, deve sfruttare al meglio il tempo online provando a incastrare quella che potrebbe essere la sua ennesima vittima. Questa volta non le va bene. Marco chiude il collegamento. Legge su SiracusaOggi.it la storia dei ricatti sessuali e invia la sua storia. Verificata dalla redazione. Il profilo corrisponde a quello che avrebbe già ingannato altri siracusani. E’ molto probabile che il nome scelto sia falso, un alias piuttosto popolare nei paesi francofoni. E non è da escludere che nel frattempo la truffatrice abbia cambiato profilo e identità. L’invito è sempre lo stesso: massima attenzione alle impostazioni privacy e diffidare da chi chiede di andare in cam.

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