• Siracusa. Via Lido Sacramento. Una ordinanza disponeva la riapertura se lavori fermi. "Perchè non è avvenuto?"

    Cinque pagine fitte di firme. Una sfilza di nomi e indirizzi che supera il centinaio. Le hanno raccolte in poche ore alcuni residenti di via Lido Sacramento. La strada rimane chiusa nel tratto finale, in attesa che riprendano i lavori nel cantiere aperto da Anas per la realizzazione della nuova rotatoria.
    Oggi, secondo l’ordinanza emessa dal Comune, doveva essere l’ultimo giorno ma a causa dello stop ai lavori imposto lo scorso 6 marzo, serviranno altre due settimane per completare l’opera. Fatti due conti, un mese secco di chiusura della strada. Con disagi quotidiani per i residenti, costretti ad un lungo e complicato giro per raggiungere le loro abitazioni o spostarsi verso la città.
    Una situazione che ha messo in ginocchio alcune attività commerciali, in particolare un bar-tabacchi costretto a mandare in ferie forzate due due sette dipendenti, a causa del netto crollo del volume di affari.
    Eppure l’ordinanza di chiusura (la numero 100 del 2015, datata 27 febbraio) era chiara: “qualora nel corso dei lavori sorgessero contrattempi di qualsiasi natura che impedissero il rispetto dei tempi di ultimazione, gli stessi dovranno essere sospesi con dismissione del cantiere e conseguente ripristino del manto stradale e della segnaletica originaria e potranno, previo nuovo provvedimento, essere ripresi a data da concordarsi”. Ma nulla di quanto disposto dall’ordinanza è stato fatto.
    I lavori vennero sospesi il 6 marzo a seguito della protesta di un imprenditore che, con la presenza del cantiere, non riusciva ad entrare in un terreno di sua proprietà. Operazioni bloccate e cantiere chiuso fino ad oggi, quando è comparsa nella zona una ruspa e nulla più. Eppure, secondo quando dispone categoricamente l’ordinanza, in queste due settimane la strada avrebbe dovuto essere riaperta. “Perchè nessuno ha fatto rispettare quanto disposto dal Comune? Nè il settore mobilità nè la Municipale. Nessuno si è preoccupato di noi residenti”, è l’amaro sfogo di chi si prepara a convivere con altre due settimane di disagio quotidiano.

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