Stefano Argentino, il Quirinale scrive alla famiglia: “La sua morte una grave sconfitta dello Stato”
È arrivata alla famiglia di Stefano Argentino la risposta della Presidenza della Repubblica dopo l’appello rivolto al Capo dello Stato per chiedere attenzione e chiarezza sulla morte del 27enne di Noto, trovato senza vita il 6 agosto dello scorso anno nella casa circondariale di Gazzi, a Messina, dove si trovava detenuto con l’accusa dell’omicidio della studentessa Sara Campanella. A scrivere ai familiari è stato il consigliere per gli Affari dell’amministrazione della giustizia del Quirinale, che ha raccolto la richiesta di approfondimento avanzata dalla famiglia sulla tragica vicenda.
Nella comunicazione viene richiamato il principio secondo cui il carcere deve rimanere un luogo nel quale siano garantiti tutela, dignità e possibilità di recupero, senza trasformarsi in uno spazio di esclusione per chi vive una condizione di particolare fragilità. La Presidenza della Repubblica ha definito il decesso di Stefano Argentino “una grave sconfitta dello Stato”.
Un passaggio che i familiari hanno accolto come un segnale importante. Assistiti dagli avvocati Stefano Andolina, Salvatore Catalfo e Giuseppe Cultrera, hanno sottolineato come le parole arrivate dal Quirinale rappresentino un riconoscimento del valore della memoria di Stefano e della necessità di chiarire ogni aspetto ancora oscuro della vicenda.
La famiglia continua a chiedere che venga fatta piena luce sulle circostanze della morte e sugli eventi che hanno preceduto il ritrovamento del corpo all’interno del carcere messinese. Le verifiche dell’autorità giudiziaria sono tuttora in corso e dovranno accertare la dinamica dei fatti ed eventuali responsabilità.













