• Torrione dell’Umbertino, il Comune punge la Soprintendenza: “Tutela e vigilanza mancate”

    Dopo le parole del soprintendente Savi Martinez (“Nessuno ci ha informato dell’accaduto e dell’intervento”), arriva la replica del Comune di Siracusa affidata ad una nota firmata dal comandante della Polizia municipale, Enzo Miccoli, e del responsabile della Protezione civile, Michele Dell’Aira. I due precisano i termini degli interventi effettuati a seguito del cedimento del torrione lato nord ovest del Ponte Umbertino avvenuto sabato scorso.
    “Il torrione crollato- si legge nella nota- doveva essere stato, a suo tempo, incollato mediante malte certamente prive di adeguata quantità di legante cementizio. Si rilevava, inoltre, per di più, come tale incollaggio fosse stato effettuato su un sottofondo del tutto privo di uniformità e di adeguata consistenza, composto da terriccio e pietrisco”. Prosegue la nota: “E’ stato subito di palese evidenza il pericolo incombente e la necessità di rimuovere le modanature pericolanti del torrione nord-ovest, per cui si è proceduto a rimuovere, con mezzi a disposizione, anche gli altri tre lati del cornicione, in conglomerato cementizio non armato, tutti in fase di crollo incipiente. La decisione è stata presa per evitare un aggravamento delle condizioni statiche già labili di quel che rimaneva del cornicione con pericolo per la pubblica incolumità. La causa di tale crollo infatti è addebitabile, principalmente, al fatto che le modanature del torrione in parola, differentemente da quelle degli altri tre torrioni, erano prive di una copertina sommitale in conglomerato cementizio, che si trova invece sopra i cornicioni degli altri tre torrioni e che è realizzata con una forma atta ad allontanare l’acqua piovana dallo spazio fra le modanature e la superficie perimetrale grezza del torrione. Negli anni, mancando tale protezione, l’acqua piovana ha potuto liberamente infiltrarsi sommitalmente nell’intercapedine fra le modanature e la superficie laterale grezza del torrione ed ha determinato il degrado del materiale ivi presente con funzione di legante, causando infine il crollo”.
    Questa situazione oggettiva ha portato alla decisione della rimozione delle altre tre modanature. “Si è potuto constatare come, su tutti e quattro i lati del torrione, tali lastre/blocchi di conglomerato cementizio decorati fossero “legati” ad una superficie relativamente compatta, ma costituita da terra addensata e ciottoli, ossia su di un materiale al di sopra del quale un durabile incollaggio, fra l’altro di elementi piuttosto pesanti, è impossibile”.
    Conclude la nota: “La Soprintendenza ai beni culturali e ambientali, ai sensi del Codice dei beni culturali e storici, ha un ruolo primario nelle funzioni di tutela, vigilanza e conservazione dei beni sul territorio. Tale ruolo impone alla stessa un’azione di coordinamento, al fine di espletare in maniera compiuta e sinergica, con gli enti territoriali le attività necessarie al mantenimento degli stessi beni in uno stato di ordinaria conservazione. L’attività di vigilanza e di sollecitazione di interventi di tutela nei confronti dei Comuni rientra tra queste azioni ordinarie. Nel caso in specie un’attività congiunta, o anche singola di controllo e vigilanza, ci avrebbe permesso di intervenire ordinariamente. Ciò avrebbe, sicuramente, sulla scia della collaborazione istituzionale oramai consolidata tra i due Enti, come nel caso del recente intervento al Tempio di Apollo, risolto prima la problematica; ed appare pertanto singolare che ciò non sia accaduto per il caso in questione, per il quale, invece, si è dovuto operare, come si è ampiamente spiegato, in condizioni di totale emergenza. Per le opere manutentive future, di concerto e su Vs. parere di competenza, occorre procedere all’urgente ricostituzione della parte sommitale del torrione nord – ovest con una camicia in materiale cementizio debolmente armato, che avvolga la sommità del torrione. A questa si potranno poi riattaccare le parti recuperabili delle modanature crollate e di quelle staccate e quelle nuove per il completamento dell’opera. E’ stato compito del personale intervenuto sul posto trasportare i pezzi dei cornicioni presso gli Uffici del Settore Diritto alla Mobilità e Trasporti, ove due pezzi, purtroppo, non sono sopraggiunti integri perché si sono rotti nel corso della rimozione.
    Per quanto sopra, si chiede di lavorare congiuntamente al fine poter restaurare la parte superiore del torrione sulla base degli elementi recuperati ed in deposito presso il predetto Settore. Sul nuovo cornicione si dovrà eseguire anche la protezione sommitale presente negli altri tre torrioni. Si dovrà procedere inoltre, parallelamente anche ad un esame più dettagliato degli altri tre torrioni che comunque, in atto, non appaiono assoggettati a problematiche gravi come quelle che ha subito il torrione nord ovest dopo il crollo descritto”.

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