• VIDEO. In anteprima, le immagini del ritrovamento di un sito archeologico sottomarino

    In anteprima, vi mostriamo le immagini del ritrovamento di un sito archeologico sottomarino, nei fondali di Ognina, a Siracusa. Il team di ricercatori subacquei guidato da Fabio Portella, quasi per caso si è imbattuto in una nave nave oneraria con un carico di ceramiche di epoca tardo antica. Una scoperta definita “straordinaria dalla stessa Soprintendenza del Mare.
    Il relitto è stato individuato ad una profondità di 70 metri circa, dislocato su di un’area di 30 metri per 10, coperto da sabbia mista a fanghiglia.

    La scoperta è avvenuta quasi per caso. “Stavamo seguendo dei cavi telegrafici sottomarini che stiamo censendo da qualche mese. Gironzolando con i nostri scooter elettrici nei fondali fangosi, siamo riusciti ad identificare questo sito. Un incontro fortuito ed emozionante”, racconta Fabio Portella in diretta su FMITALIA. “Ci siamo imbattuti in una serie di tazzine con i loro coperti. Erano centinaia. Poi brocche. Abbiamo capito in fretta che avevamo trovato il carico di una nave”.
    Avvisata la Soprintendenza del Mare, è stato disposto il recupero di alcuni reperti. “Abbiamo riportato su varie tipologie di oggetti ed in particolare una brocca di piccole dimensioni ed una ciotola con relativo coperchio. I primi studi dicono che si tratta di un relitto databile tra il IV ed il VII secolo dC. Il materiale proveniva con ogni probabilità dal nord Africa. La brocca era forse un bollitore di liquidi. Perchè la nave sia affondata è un mistero ma di certo è andata giù insieme al suo carico”.
    Il fondale fangoso ha nascosto e conservato fino ad oggi il relitto. “E’ un relitto vergine, una sorta di macchina del tempo”, sottolinea appassionato Fabio Portella. “La storia di quel relitto si è fermata nell’istante in cui si è fermato sul fondo. E gli scavi adesso permetteranno di sfogliare questo libro di storia. Una scoperta così, è un sogno”.
    Ancora una volta, Siracusa ed i suoi fondali emozionano. “Non posso dare dettagli, ma nei nostri mari capita che in un raggio di 80 metri ci siano un aereo della Seconda Guerra Mondiale, cavi storici del 1912 ed una antica nave greca. Non c’è immersione senza sorpresa”.

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