Violenza sulle donne, emergenza anche siracusana: 6 richieste di aiuto in 2 giorni

 Violenza sulle donne, emergenza anche siracusana: 6 richieste di aiuto in 2 giorni

La matematica non fornisce un quadro rassicurante: in due giorni, sei telefonate al Centro Antiviolenza Ipazia di altrettante donne alla ricerca di aiuto.
La responsabile, l’avvocata Daniela La Runa, parla di un fenomeno che in provincia di Siracusa non si presenta affatto in diminuzione. Il dato positivo è, però, l’aumento di sensibilità. “Non chiamano soltanto le donne vittime di violenza- racconta Daniela La Runa. Ma anche le persone che stanno loro intorno ed anche uomini, per segnalare, chiedere consigli su come muoversi per affrontare il problema e superarlo. Un dato fondamentale- aggiunge- E’ quello che diciamo da anni: non ci si deve voltare, è fondamentale intervenire per tempo, prima che accada l’irreparabile”.
Il Centro Antiviolenza Ipazia svolge quest’attività sul territorio da decenni. “Ascoltiamo le donne anche in anonimato- ribadisce La Runa- Possiamo supportarle, senza alcun obbligo di denuncia. Molte di loro si rivolgono a loro quando non sono ancora pronte a denunciare. Noi siamo al loro fianco, le accompagniamo nel percorso verso la liberazione. Dopo la denuncia, ancor di più siamo a loro supporto, perché la condizione di pericolo venga meno. Ci sono tante strade: collocarle in strutture collocate in luoghi segreti, sostenerle con i percorsi psicologici, aiutarle ad ottenere il Reddito di Libertà, tutto quello che serve per venir fuori dalla condizioni di violenza che si subisce” .
Se spesso le donne vittime di violenza si rassegnano ad una situazione intollerabile è anche per la paura di non avere, se si lascia l’uomo violento con cui si vive, possibilità di sostentamento economico, per sé e per i propri figli. “Una delle forme di violenza meno visibili- conferma La Runa – è quella determinata dalla dipendenza economica. Anche in questo caso le donne devono sapere che noi possiamo aiutarle in questo senso”.
Chi è vittima di violenza, ha anche solo il dubbio di esserlo, chi vive vicino ad una donna vittima di violenza, può comporre 24 ore su 24 un numero: è il 3701137246. Rispondono le volontarie del Centro Antiviolenza Ipazia, appositamente formate. E rispondono sempre. Per segnalazioni e per ascolto.
Intanto, nelle scorse ore, è partita una forte campagna di sensibilizzazione. “Con questa campagna- spiega la responsabile di Ipazia- invitiamo tutte le donne a inviarci una loro foto, con liberatoria, in cui si mostra il cosiddetto Signal for Help (#SignalForHelp), la mano che indica il numero quattro con le dita. Ciascuno può metterci la faccia. Ne faremo volantini da distribuire in maniera capillare e in cui sarà ovviamente riportato anche il nostro numero”.
Sulla necessità di introdurre nelle scuole l’educazione affettiva, La Runa si mostra d’accordo ma con alcune puntualizzazioni. “I corsi di educazione affettiva – sostiene- possono servire se sono portati avanti in maniera davvero coinvolgente per i ragazzi, se questi vengono resi partecipi. Per fare prevenzione nelle scuole si devono mettere in campo precisi strumenti”.
Le volontarie del Centro Antiviolenza Ipazia sono attualmente impegnate proprio nelle scuole, in maniera capillare, per lanciare messaggi chiari, soprattutto alla luce degli ultimi tragici avvenimenti.
La prevenzione è e resta alla base. Ma per non arrivare ad un punto di non ritorno è indispensabile riconoscere la situazione in cui ci si trova o ci si può presto trovare. Occorre capire cosa sia violenza.
“Violenza è quando ci si ritrova costrette a privarsi di qualcosa, quando un’altra persona si inserisce nella propria sfera di vita indirizzandola. Quando inizia il controllo, quando per gelosia si impongono o vietano comportamenti che rientrano nella violazione della libertà personale. Sono tutti elementi che possono indicare che quella è una relazione tossica. Lo schiaffo non è un “primo segnale”: se ci si arriva siamo già oltre”.
Anche il Centro Antiviolenza Ipazia parteciperà domani al grande corteo organizzato dalla giornalista Mascia Quadarella e dalla Presidente dell’Associazione WonderSammy, Samanta Ponzio, e a cui hanno aderito numerose associazioni, ordini professionali, singoli cittadini.

 

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