Scuole al caldo, Scerra (M5s): “Click day? Insufficiente, serve un piano di investimenti per il Sud”
“Non possiamo chiedere a studenti, docenti e personale scolastico di affrontare ogni anno temperature sempre più elevate in edifici che, nella stragrande maggioranza dei casi, non sono adeguati. Pensare di risolvere un problema strutturale di simile portata affidandosi ad un click day significa non avere capito la portata reale delle criticità che richiedono invece un piano straordinario di adeguamento dell’edilizia scolastica”. Lo dice il parlamentare del Movimento 5 Stelle Filippo Scerra che ha presentato un’interrogazione con cui sollecita interventi urgenti per l’adeguamento del confort climatico delle scuole.
Secondo i dati del XXIV Rapporto di Cittadinanzattiva sulla Sicurezza a Scuola 2025, oltre il 92% degli edifici scolastici italiani è privo di impianti di climatizzazione. Una situazione ancora più critica nel Mezzogiorno e nelle Isole: in Sicilia le aule climatizzate sono appena il 6,3%. “Di fronte a questi numeri è ancor più evidente la natura strutturale della tematica che finisce per influire sul diritto allo studio, sulla sicurezza e sulla salute della popolazione scolastica”, sottolinea Scerra. A confermare la necessità di una risposta nazionale, anche i provvedimenti in ordine sparso di vari sindaci che hanno posticipato con ordinanza l’avvio dell’anno scolastico.
Scerra boccia il click day da 20 milioni di euro, annunciato dal Ministero dell’Istruzione, per l’acquisto di apparecchi e dispositivi di raffrescamento. “Risorse insufficienti. Significa circa 55 euro per aula e 2.700 euro per istituto. A parte che non bastano rispetto al reale fabbisogno, è lo stesso criterio del click day a mortificare dati oggettivi come le temperature effettivamente registrate nei territori, la vulnerabilità termica degli edifici o le loro condizioni manutentive. Il click day premia chi presenta la domanda prima, non chi deve realmente affrontare e risolvere il problema. Così facendo, per l’ennesima volta, il governo Meloni decide di aggravare le disuguaglianze territoriali, penalizzando soprattutto le scuole del Sud e della Sicilia, ovvero le aree maggiormente esposte alle ondate di calore”.













