Incendio alla riserva Ciane-Saline, Comitato Parchi e Lipu:”Dagli atti emergono ritardi e omissioni”
“L’incendio che lo scorso 30 agosto la devastato la Riserva Naturale Orientata Fiume Ciane e Saline non è stato solo uno scherzo del destino. Ci sono omissioni, ritardi e regole ignorate dietro quanto accaduto”.
Giuseppe Ansaldi del Comitato Parchi e Carmelo Iapichini della Lipu affidano ad una nota congiunta delle dichiarazioni che seguono l’accesso agli atti richiesto e, pertanto, l’analisi dei documenti ottenuti e da cui emergerebbe “una fotografia impietosa della gestione dell’area nelle settimane immediatamente precedenti al rogo. Le carte parlano chiaro: nel momento di massimo rischio climatico, la prevenzione si è letteralmente fermata”.
Il Comitato Parchi e la Lipu evidenziano quello che definiscono il dato più sconcertante emerso dai registri operativi degli interventi di scerbamento, che ad agosto non sarebbe stato effettuato se non il giorno prima del rogo.
“Eppure un’ordinanza sindacale- osservano Ansaldi e Iapichini- imponeva categoricamente agli enti gestori di terreni di effettuare la bonifica delle aree incolte e di mantenere in efficienza fasce tagliafuoco di almeno 10 metri lungo l’intero perimetro. A questo si aggiungevano le chiare direttive della Prefettura di Siracusa. Appelli e prescrizioni che, alla luce dei fatti, sono rimasti lettera morta nel mese più rovente dell’anno, ma alla richiesta se esistesse un piano antincendio specifico per la riserva, l’Ente risponde che “nulla risulta agli atti”.
Il Comitato Parchi e la Lipu contestano anche la garanzia di una vigilanza continua, garantita con 3 addetti, coordinati dal direttore e coadiuvati da 4 collaboratori tecnici 365 giorni l’anno.
“Domenica 30 agosto -tuonano- emerge dai documenti che nessuno era in servizio, nonostante un’allerta rossa della Protezione Civile per rischio incendi diramata il giorno precedente”.
Altro tema affrontato quello dei fondi utilizzati. “Se da un lato il Libero Consorzio ha attestato la congruità di un’offerta di ben 154.225 euro alla Società Siracusa Risorse per i servizi generali del decimo settore – evidenziano il Comitato Parchi e la Lipu- per l’anno 2026, i fondi direttamente impegnati per la “manutenzione, gestione e valorizzazione” della singola Riserva Ciane-Saline appaiono a dir poco irrisori: appena 1.000 euro per il 2025 e 1.350 euro per il 2026. Cifre chiaramente simboliche che demandano ogni intervento agli eventuali finanziamenti regionali”.
“Non si può affermare con certezza matematica che la mancanza di diserbo sia stata la causa diretta e unica dell’incendio, ma i documenti dimostrano oltre ogni ragionevole dubbio l’esistenza di condizioni di prevenzione e presidio significativamente deboli, quando non del tutto assenti-le conclusioni di Ansaldi e Iapichini- Le responsabilità amministrative, nero su bianco, appaiono chiare. Il Libero Consorzio Comunale di Siracusa, in veste di Ente Gestore, aveva il dovere giuridico e statutario di implementare la prevenzione antincendio. In solido, la responsabilità materiale ricade su Siracusa Risorse, braccio operativo dell’ente, la cui totale inattività per 28 giorni ad agosto ha lasciato la riserva disarmata di fronte al fuoco.
Ora che le carte sono scoperte- la chiosa- spetterà alle autorità competenti valutare se questa catena di omissioni documentate debba tradursi in conseguenze legali, per dare finalmente giustizia a un patrimonio andato in fumo”.




