• Mariarita Sgarlata, consigliere delegato Inda: “Stagione 2019, lungimirante e di qualità”

    “Una proposta di spettacoli mirata a garantire qualità e, in un’ottica lungimirante, anche a potenziare le ricadute nazionali e internazionali delle produzioni della Fondazione Inda”. All’indomani della presentazione romana della Stagione 2019 del teatro greco di Siracusa, il consigliere delegato del prestigioso ente, Mariarita Sgarlata, racconta così lo sforzo produttivo messo in campo. “Mai come quest’anno la genesi della Stagione che presentiamo è stata complessa e un vero e proprio work in progress: ad aprile 2018 la fine del Commissariamento della Fondazione, a maggio l’avvio della fase della normalizzazione con un nuovo Consiglio di Amministrazione: sono particolarmente grata ai consiglieri Margherita Rubino, Manuel Giliberti e Paolo Giansiracusa, il cui lavoro e le cui scelte artistiche sono state fondamentali per arrivare alla presentazione di oggi”.
    Da maggio a luglio in scena Elena di Euripide, Le Troiane di Euripide e Lisistrata di Aristofane. I tre registi sono al loro debutto al Teatro Greco di Siracusa: Davide Livermore, Muriel Mayette e Tullio Solenghi. Per loro, grandi interpreti in scena: Laura Marinoni, Maddalena Crippa ed Elisabetta Pozzi, attrici che hanno fatto la storia del teatro italiano e sono molto amate dal pubblico siracusano. E poi ancora tante novità: due serate speciali con la prima volta di Luca Zingaretti nella cavea del Teatro Greco, l’unica tappa siciliana del tour mondiale di Ludovico Einaudi, incontri ed esposizioni che faranno di Siracusa una “Città teatro” dove riflettere, emozionarsi, indignarsi, creando un corto circuito fra passato e presente di grande attualità.
    Donne e guerra è il tema prescelto per le produzioni Inda del 2019. “Il filo rosso che unisce la scelta dei tre spettacoli è quindi il controverso rapporto tra le donne e la guerra e indiscutibilmente è Elena nella versione di Euripide a rappresentarlo nel modo più leggibile nei due livelli più significativi: il primo è che la guerra di Troia è inutile, basata sul nulla, su ciò che è apparenza, illusione degli uomini; il secondo fa emergere la plasmabilità della figura femminile: l’immagine della donna viene modellata dagli uomini senza mai riprodurre veramente quello che è”, spiega accorata Mariarita Sgarlata. “Ma c’è un aspetto che mi piace rimarcare in questa sede: l’Elena ha un forte legame con la Sicilia perché Euripide rielabora il mito, attingendo a un grande siciliano, Stesicoro di Himera, al quale si deve l’idea che a Troia sarebbe andata solo l’immagine di Elena rimasta fisicamente in Egitto. Le tragedie Elena e Troiane, di Euripide, e la commedia Lisistrata, di Aristofane sono lavori portati sulla scena per la prima volta ad Atene nel giro di pochi anni, fra il 415 e il 411 a.C., quando la città affrontava uno dei momenti più difficili di una lunga guerra che l’avrebbe vista, infine, sconfitta. Non a caso tutte e tre le opere sono impregnate di un forte antimilitarismo e mettono al centro immense personalità femminili le cui voci, attraverso le pareti del tempo, arrivano forti e chiare fino a noi per gridare che le donne sono le prime vittime di ogni conflitto, che ogni guerra si fa sempre per un’illusione e che ogni sforzo è lecito per il conseguimento della pace”.

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