• Pascolo a Punta Izzo, Natura Sicula e il Comitato Punta Izzo: “Area contaminata”

    “Far pascolare il bestiame a ridosso di un poligono di tiro, in un terreno potenzialmente
    contaminato da metalli pesanti. È questa l’intenzione della Marina militare, che il mese scorso ha
    pubblicato un apposito avviso apparso sull’albo pretorio del Comune di Augusta”. La denuncia è di Natura Sicula e del Comitato Punta Izzo Possibile, attraverso Fabio Morreale.  “La finalità dichiarata dai militari -prosegue- è quella di garantire lo “sfalcio delle erbe” e “il controllo della vegetazione infestante”. Una soluzione che rischia però di arrecare seri danni al patrimonio naturale e alla biodiversità dell’area costiera, già visibilmente offesa da decenni di antropizzazione e attività militari”. Il problema sarebbe legato, secondo Natura Sicula e secondo il comitato Punza Izzo Possibile, principalmente su alcune lacune dell’avviso di Marisicilia che, ad esempio, “non stabilisce alcun limite al carico di bestiame, né tanto meno si preoccupa di escludere l’accesso delle mandrie in quelle zone più fragili dal punto di vista naturalistico- argomenta Morreale- Tale attività è pertanto incompatibile con le stringenti prescrizioni di tutela sancite dal Piano Paesaggistico di Siracusa, trattandosi di un intervento in grado di alterare la morfologia del territorio e depauperare i valori naturali in esso presenti.  In tal modo, quindi, verrebbero del tutto vanificati gli obiettivi di conservazione e potenziamento della biodiversità dell’area costiera. Obiettivi che il Piano Paesaggistico ha prescritto per il sito di Punta Izzo, dichiarandolo di particolare interesse biogeografico e apponendovi il massimo
    livello di tutela (livello 3) anche in virtù della sua straordinaria valenza archeologica e storicoculturale”. Altre ricadute, in base alle preoccupazioni espresse dall’associazione ambientalista, sarebbero, invece, relative a rischi sanitari. “Gli animali- fa notare Morreale- andrebbero a pascolare in un’area che per decenni è stata utilizzata per esercitazioni di tiro a fuoco, peraltro confinante con la struttura del poligono in cemento armato, dove nel 2017 i militari del Centro Tecnico Logistico
    Interforze NBC (CETLI NBC) hanno appurato il superamento dei limiti di legge per l’elevata
    concentrazione di piombo e rame per le aree militari, quindi con valori limite fino a 100 volte superiori a quelle applicabili alle aree civili”. Natura Sicula osserva che “se Punta Izzo fosse
    trattata come una comune area verde aperta al pubblico, le analisi chimiche metterebbero in
    luce non solo una contaminazione da piombo e rame ben più grave di quella rilevata, ma
    anche la presenza di altri inquinanti (come arsenico e cobalto) oltre la soglia tollerata dalla
    legge”.

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