• Quel cielo spaventoso su Siracusa: ecco quando si è generato il downburst

    Simile ad un ciclone, dannoso quanto una tromba d’aria. Però non è l’uno e neanche l’altra. Il fenomeno meteorologico che ha investito anche Siracusa e la parte nord della sua provincia, per poi flagellare Catania, ha generato un evento che prende il nome di downburst.
    E’ quel forte vento che si forma sulla parte frontale di una linea temporalesca in avanzamento. Cosa succede? Più ampio è lo sbalzo termico verticale tra il suolo e perturbazione, tanto maggiore è la spinta discendente della corrente. In parole più semplici, “il downburst non è altro che la colonna di aria fredda che dal cumulonembo scende rapidamente verso il suolo. Scendendo verso il suolo l’aria impatta su di esso perpendicolarmente, creando una specie di “scoppio” (burst), dopo di che l’aria si espande orizzontalmente, e la sua velocità sarà variabile, ma molto intensa creando raffiche di vento improvvise e violente” (ilmeteo.it). Le alte temperature che ancora si registrano a Siracusa (ieri punte di 27 gradi) hanno di fatto “scatenato” il downburst, quando l’aria calda è entrata a contatto con il fronte freddo temporalesco in avanzamento.
    “Gli scoppi di vento sono molto dannosi, simili a quelli di una tromba d’aria, in particolar modo se il fronte delle raffiche comprende una nube scura a forma di rullo detta roll cloud che può far pensare a un fenomeno di tipo vorticoso; in realtà i venti della raffica discendente hanno sempre moto rettilineo e mai rotatorio”, si legge in Temporali e tornado, libro a cura di Mario Giuliacci.

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