Smilitarizzazione parziale della base di via Elorina, il Comitato non molla. “Restituire aree alla città”
Una larga fetta dell’opinione pubblica siracusana condivide la richiesta di parziale smilitarizzazione dell’area di via Elorina su cui insiste la grande base del Distaccamento dell’Aeronautica. Una iniziativa lanciata nel 2019 dal Comitato per la Riqualificazione Urbana di Siracusa, a cui si è poi unita anche l’associazione Lepik insieme ad altre realtà civiche. Ma il via libera all’uso della piazzola elicotteri per voli a vista diurni e, prima ancora, il bando per la concessione a privati dell’area dell’ex Idroscalo hanno rappresentato due variabili impreviste che ostacolerebbero ogni volontà di smilitarizzazione. Per questo, contro il bando di Difesa Servizi, è stato presentato un ricorso al Tar. Nel frattempo, continua l’azione di rilancio della proposta di utilizzo civile dell’area.
Oggi alle 18, in Urban Center, nuova assemblea pubblica per mettere al centro la restituzione alla pubblica fruizione di uno spazio di circa 39 mila metri quadrati, affacciato sul Porto Grande. Un’area considerata strategica non solo per la sua posizione – a ridosso di Ortigia – ma anche per il suo potenziale in termini di sviluppo urbano e accesso al mare.
Il percorso parte da lontano, già nel dicembre 2019 il Comitato aveva lanciato l’idea di un riuso civile del sito. Da allora sono stati avviati ricorsi al Tar di Catania contro i bandi di gara promossi da Difesa Servizi Spa, ritenuti illegittimi perché finalizzati alla privatizzazione di un’area che – secondo i promotori – apparterrebbe al demanio marittimo e dovrebbe quindi tornare nella disponibilità del Comune.
A rafforzare la mobilitazione anche una petizione online che ha già raccolto circa 1.400 firme, con l’obiettivo di restituire ai cittadini un tratto di costa oggi di fatto inaccessibile, in un contesto in cui – denunciano i promotori – gran parte del litorale del Porto Grande è già sottratto alla fruizione pubblica, dalla Fonte Ciane fino al ponte Santa Lucia.
Il quadro, però, si è ulteriormente complicato nelle ultime settimane. Un decreto del 26 marzo 2026 dell’Aeronautica Militare ha infatti riaperto all’utilizzo dell’area per attività operative, autorizzando atterraggi e sorvoli di elicotteri militari AW-139 su una porzione del sito. Per la restante parte resta invece l’ipotesi di un utilizzo “duale”, con possibili sviluppi in chiave privatistica.
Una prospettiva che, secondo il Comitato, rischia di compromettere definitivamente la possibilità di una piena restituzione alla città, nonostante gli impegni assunti nel 2022 dall’allora sottosegretario alla Difesa, che aveva prospettato il trasferimento delle residue funzioni militari in altra sede.
“Non si tratta di mettere in discussione il ruolo delle Forze Armate – precisano i promotori – ma di individuare soluzioni più equilibrate che tengano conto dell’interesse pubblico e della vocazione naturale di quest’area”. Da qui la decisione di proseguire la battaglia, sia sul piano istituzionale che giudiziario, chiedendo il sostegno del Comune, delle forze politiche e della cittadinanza. Il Comune, però, attraverso il sindaco (clicca qui) pare smarcarsi.
Nella foto, un rendering grafico circa un possibile utilizzo pubblico dell’area. Si notano parcheggi, una strada parallela a via Elorina e una caratteristica passeggiata a mare dove oggi insiste l’ex idroscalo













