Heather Parisi madrina del Siracusa Pride, due associazioni contro la scelta. “Posizioni incompatibili”
Tutti contenti per Heather Parisi madrina del Siracusa Pride 2026? Quasi tutti. Le associazioni Stonewall GLBT+ e Agedo di Siracusa non condividono la scelta per via di alcune dichiarazioni pubbliche degli anni scorsi, attribuite all’artista, che definiscono “transfobiche e transescludenti”. Non solo, anche le posizioni di sostegno espresse dalla showgirl nei confronti di Donald Trump vengono giudicate incompatibili con i principi della manifestazione.
“Il Pride non può essere ridotto a una semplice rassegna artistica, ma deve restare uno spazio politico e culturale transfemminista, inclusivo e centrato sulla tutela delle persone LGBTQIA+ e in particolare delle persone trans”, si legge nella nota firmata dai rappresentanti siracusani delle associazioni.
Il valore artistico di Heather Parisi non viene, chiaramente, messo in discussione. Ma la sua figura, secondo Stonewll e Agedo, non sarebbe compatibile “con i principi politici e sociali che una manifestazione come il Pride rappresenta”. E arrivano pertanto a chiedere di rivedere la decisione, preannunciando che – in caso contrario – potrebbero decidere di uscire dal comitato organizzatore del Siracusa Pride.
Le due associazioni lasciano tuttavia aperta una via di dialogo. Se Heather Parisi avesse nel frattempo “rivisto, chiarito o modificato pubblicamente” le posizioni contestate, si dichiarano disponibili “a prenderne atto e a riconsiderare il proprio giudizio con lo stesso spirito di responsabilità”.
“Al di là delle opinioni e delle polemiche che spesso accompagnano i personaggi pubblici, ho scelto l’artista, la donna e la professionista che ha lasciato un segno nella storia della televisione e della danza. Il Pride è anche questo: un luogo dove il confronto, il dialogo e la libertà di espressione trovano spazio, senza pregiudizi”, aveva detto in mattinata il direttore artistico del Siracusa Pride, Diego Di Flora. “Alla comunità LGBTQ+ io devo tutto. E quando dico tutto, intendo ogni singolo passo della mia vita. A 13 anni ero solo una bambina con un sogno e un biglietto di sola andata per San Francisco. Avevo paura, ero sola, ma loro mi hanno preso per mano”, le parole di Heather Parisi affidate ad una nota stampa. “Ora non basta più sussurrare. Ora voglio gridarlo. Perché in un tempo in cui i diritti non sono mai scontati, bisogna esserci con il corpo, con la voce, con l’anima. Non vengo solo a fare la madrina. Vengo a ballare con chi mi ha insegnato a non avere paura. Vengo a dire a ogni ragazza e ragazzo che si sente solo: non sei mai stato solo e non lo sarai mai”.












