• Siracusa. Dopo il lockdown, i furti: la difficile vita dei negozianti, allarme Confcommercio

    A lanciare l’allarme furti è Confcommercio Siracusa. “Nella zona alta alta della città sono ciclici e le attività commerciali sono il bersaglio prediletto”, dice preoccupato il direttore dell’associazione, Francesco Alfieri. “Tra la sera di sabato e la mattina di domenica due negozi di via Senatore Di Giovanni sono stati meta di assalto da parte di qualche presunto ladro di quartiere che ha trafugato maldestramente alcuni articoli di abbigliamento insieme agli spiccioli presenti nelle casse. Un danno non soltanto ai due esercenti, ma all’intera comunità dei commercianti e piccoli imprenditori di tutta la zona”.
    Angela Tarascio ha il suo negozio poco distante. “Oramai siamo preda di tanti delinquenti che periodicamente prendono di mira i nostri negozi per rubare qualche capo e raggranellare alcune monete dalla cassa. Siamo spaventati perché sappiamo che questi criminali arriveranno dappertutto e abbiamo la percezione che si muovano in perfetta tranquillità senza mai essere realmente puniti”.
    Secondo i dati Confcommercio, il furto nei negozi è la causa più frequente delle perdite, molto di più rispetto alle rapine e le appropriazioni di fornitori o dipendenti e nella classifica degli ammanchi svetta la merceologia alimentare insieme all’abbigliamento. Accessori, maglieria, pantaloni e camicette i prodotti più rubati, mentre telefoni cellulari e accessori sono in cima alla lista rispettivamente nel settore dell’elettronica e tra gli attrezzi di alto valore nei negozi di fai-da-te.
    “Chiediamo un maggior controllo del territorio”, la precisa richiesta di Elio Piscitello. “I commercianti stanno tentando di venir fuori da circa 3 mesi di lock down, e adesso non sono più in grado di far fronte anche a questa ulteriore perdita, che va ben oltre quella strettamente economica: questi episodi, infatti, contribuiscono a diffondere fra residenti, visitatori e consumatori, l’immagine di una città insicura, difficile da gestire, non certo quella di una zona accogliente nella quale recarsi con famiglie ed amici per trascorrere ore serene di shopping ed intrattenimento in pubblici esercizi. Il danno dunque è duplice, quello diretto delle perdite subite e quello indiretto, ma forse anche più grave, della perdita di immagine di tutto il nostro centro urbano. Non possiamo permetterlo, perché non possiamo lasciare il commercio ad un declino inesorabile, poiché con esso si spegnerebbe tutta la città. Piuttosto, tutti insieme, forze di polizia, istituzioni e privati, dobbiamo stingerci in comunità per salvaguardare senza alcun dubbio, chi, ogni giorno, lotta per sopravvivere nel rispetto delle regole e migliorando la città”.

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